Certificato Genealogico ANFI. Frontespizio.
La risposta è UNICA, DECISA, INSINDACABILE:
con!!
E' tuttavia necessaria una precisazione preliminare: ad oggi, per la
legislazione italiana, l'unico pedigree ufficialmente e pubblicamente valido
è il
"Certificato Genealogico", emesso in nome e per conto
del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MIPAAF)
dall'ANFI.
Per lo Stato italiano, cioè,
può essere definito gatto di
razza esclusivamente un gatto che abbia un Certificato Genealogico, e non
un comune pedigree o, peggio ancora, nessun documento valido.
Tant'è vero che chi cede come gatto di razza un gatto sprovvisto di
Certificato Genealogico può essere denunciato alle autorià
competenti per illecito amministrativo e dovrà pagare una multa che
potrà essere davvero molto cara!
Se si decide di adottare un gatto di razza, è quindi assolutamente
necessario che esso sia accompagnato dal Certificato Geneaologico.
Questo per vari motivi:
- Cedere un gatto come gatto di razza senza Certificato Genealogico è
un illecito amministrativo perseguibile secondo quanto prescritto
dalla legge.
- Il Certificato Genealogico è l'unico documento che ufficialmente e
legalmente attesta la genealogia del gatto e grazie al quale si può
essere certi che quel gatto sia effettivamente di razza e non un gatto comune
o un meticcio che per caso ricorda, assomiglia a quella data razza
(e ingannare, per chi vuole farlo, è molto più semplice di quanto
non si possa pensare).
E' la sua carta di identità, l'unica -
non ce ne sono altre - garanzia che quel gatto sia veramente quello per cui
lo si è preso.
Non ci si deve
mai fidare della parola, delle mille
assicurazioni che possono essere date da chi cede un gatto di 'razza pura', ma
senza Certificato Genealogico!
Solo ed esclusivamente la presenza di un
Certificato Genealogico può attestare la reale appartenenza di quel
gatto ad una razza: le rassicurazioni, le garanzie a voce non valgono
niente.
Chi prende un gatto che 'sulla parola' è 'sicuramente' un gatto di
razza pura o che viene spacciato come tale senza essere accompagnato
dall'unico documento che comprova la sua appartenenza ad una razza
(cioè il Certificato Genealogico), potrà al massimo dire di
possedere un gatto che è di 'tipo simile' a quello di un gatto di
razza, nulla più.
In altri termini, tra quel gatto lì e un qualunque meticcio di quelli
che vivono per strada non c'è legalmente alcuna differenza, tranne,
forse, i molti soldi spesi per portarsi a casa quel gatto particolare.
Un gatto di razza può costare una cifra rilevante: perché allora
non chiedere l'unico documento che attesta e garantisce che non siete stati
ingannati?
Alcuni credono che prendendo un gatto senza Certificato Genealogico si
possa pagare meno, e lo chiedono per questo. Purtroppo, niente di più
sbagliato. Basta andare in un negozio dove vendono 'gatti di razza', affidarsi
a siti che pubblicizzano 'gatti di razza', senza alcun documento valido a
comprovarlo e confrontare la cifra che chiedono con quella che chiede un
allevatore serio, che cede i gatti solo con Certificato Genealogico.
Non è infatti il Certificato Genealogico in quanto tale che fa salire
il prezzo complessivo del gatto, poiché si tratta di un documento il
cui costo -in media intorno ai 20 euro- non incide particolarmente sulle
spese di allevamento.
La presenza del Certificato Genealogico serve a garantire (ed è obbligo
di legge!) che ci si trova di fronte ad un soggetto che è pienamente in
regola, da tutti i punti di vista: è cioè una garanzia, l'unica
per lo Stato italiano, di correttezza e serietà da parte
dell'allevatore.
Infatti l'emissione di un Certificato Genealogico non garantisce solo la
corretta genealogia del gatto, ma è l'ultimo atto di una serie di
azioni regolate e controllate dalle leggi dello Stato:
- per ottenere un Certificato Genealogico sia la monta che la nascita del cucciolo devono essere regolarmente denunciate dall'allevatore all'Ufficio Centrale del Libro Genealogico;
- Gli allevatori sono inoltre tenuti a rispettare delle regole ben precise, come l'età della femmina riproduttrice, il numero massimo di cucciolate
che si possono fare entro un certo arco di tempo, l'età minima per la
cessione dei cuccioli, il protocollo delle vaccinazioni, lo stato di salute dei riproduttori, gli spazi, l'alimentazione, ecc., secondo quanto disposto dal
Disciplinare dei Libro Genealogico del Gatto di Razza e dai suoi allegati.
Un gatto senza Certificato Genealogico sfugge a tutti questi controlli,
e probabilmente è ceduto senza essere denunciato solo per motivi di
lucro.
Certificato Genealogico ANFI. Note legali.
Il Certificato Genealogico cioè garantisce che quel gatto e
l'allevamento di provenienza sono stati controllati dagli organismi competenti
e preposti a farlo; il controllo non è stato fatto solo sul singolo
gatto, ma su tutto il processo che ne ha reso possibile la nascita e
la crescita: una garanzia in più per il nuovo proprietario.
La presenza di un Certificato Genealogico è cioè una garanzia
sulla serietà dell'allevatore, perché, nel momento in cui un
allevatore fa richiesta di Certificato Genealogico per un gatto, egli rende
pubblico e controllabile il proprio operato e dichiara di agire secondo
quanto prescritto dalla legge italiana.
Alcuni credono che un gatto di razza, ma meno bello, non meriti un Certificato
Genealogico: falso. Il Certificato Genealogico non attesta la bellezza del
singolo gatto, ma la purezza della genealogia e il rispetto della legge da
parte dell'allevatore. Non c'è quindi motivo per cui un gattino, magari
meno bello dei suoi fratelli, sia ceduto senza Certificato Genealogico: le sue
linee sono pure tanto quanto quelle degli altri cuccioli e i protocolli
secondo i quali è stato allevato sono gli stessi!
Ha quindi gli stessi diritti, come ha gli stessi diritti di ogni altro
cittadino colui al quale viene ceduto!